Cure e salute dell'Amstaff

Essere un buon allevatore significa prima di tutto salvaguardare la salute dei propri esemplari e delle loro progenie.
Essere un buon proprietario richiede attenzioni e cure e anche sapere di cosa il veterinario vi sta parlando.
Per questo abbiamo pensato a un piccolo breviario sulla cura e la salute del cane.
A seguire troverete spiegazioni a patologie , disturbi , come prevenire e come curare!
Concedetevi un po' di tempo per leggere perchè non solo è utile a voi ma anche a salvaguardare la salute del vostro piccolo!
Il nostro scopo non è quello di spaventarvi ma semplicemente aiutarvi a capire meglio tutto ciò che riguarda il nostro amico a quattro zampe per poter vivere al meglio con lui !


Riferimenti :

Laboratorio di Ricerca Antagene per gli studi e le certificazioni relative all'Ataxia Cerebellare
@nvi Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani


Alimentazione dal cucciolo al cane senior

L’alimentazione del cucciolo di pochi mesi
Il cucciolo di pochi mesi, per crescere in maniera armoniosa, ha bisogno di un alimento ad alto valore nutritivo e di un apporto energetico adeguato.

Fabbisogno energetico del cucciolo
Durante lo svezzamento, il cucciolo ha bisogno del doppio dell’energia di un cane adulto dello steso peso; tuttavia, la quantità di alimenti che gli è necessaria deve essere proporzionale alla taglia e al peso.
Un cucciolo ha un fabbisogno elevato di proteine e calcio.
Le quantità di calcio e di fosforo devono essere accuratamente equilibrate, al fine di evitare la formazione di anomalie dello scheletro.
Il cucciolo ha meno denti del cane adulto e le gengive sono più morbide;
sono dunque necessari alimenti di più facile masticazione e di dimensioni adeguate.
La crescita del cucciolo è molto rapida:
la maggior parte delle razze raggiunge la metà del peso dell’animale adulto già dal 5° – 6° mese.
Le razioni quotidiane passeranno, a partire da questo momento, a due pasti al giorno.
Il cucciolo passa le due prime settimane di vita mangiando e dormendo.
Durante questo periodo, il fabbisogno nutrizionale è interamente coperto dall’allattamento.
Trascorso questo arco di tempo, lo svezzamento può cominciare.
A questo stadio della vita del cucciolo il latte materno resta comunque il miglior alimento.
Tuttavia è opportuno abituare già da subito il cucciolo ad assumere quattro volte al giorno piccole quantità di crocchette lasciate ammollare in acqua.
La quantità di crocchette verrà aumentata gradualmente, mentre proporzionalmente verrà diminuito l’ammollo delle crocchette.
Alla 6ª - 8ª settimana il cucciolo sarà del tutto svezzato.
È decisamente sconsigliato il latte di mucca, poiché causa con frequenza disturbi digestivi nei piccoli.
Il cucciolo ha bisogno di nutrienti specifici per la crescita, almeno fino al momento in cui raggiunge il peso definitivo da adulto.
Per le razze più piccole, il peso da adulto viene raggiunto intorno agli 8 mesi; per talune razze giganti bisogna arrivare a 2 anni.
Per riassumere, i bisogni alimentari specifici del cucciolo sono:
- una dieta altamente energetica
- un alto tenore di proteine a elevato valore biologico (ossia ricche di amminoacidi essenziali) e ingredienti altamente digeribili
- ottima appetibilità e facile assorbimento

L’alimentazione del cucciolo adolescente
Recenti studi hanno dimostrato che la nutrizione dei cuccioli, in particolare durante la seconda fase della crescita, può essere responsabile di alcune anomalie dello scheletro o di un eccesso ponderale in età adulta.
Il rapido ritmo di crescita del cucciolo, passati i primi 6 mesi, inizia a rallentare, e il fabbisogno di energia diminuisce.
È raccomandato a questo punto un prodotto "Junior".
L’alimentazione deve ora fornire meno energia, ma richiede ancora una miscela di calcio e fosforo accuratamente dosata.
Il cucciolo che arriva nella sua nuova casa deve continuare a seguire la stessa dieta alimentare alla quale è stato abituato presso l’allevatore.
All’occorrenza è possibile prevedere un cambiamento progressivo, che deve tuttavia essere diluito in un periodo di 3 o 4 giorni.
Durante tale periodo la porzione di cibo abituale diminuisce progressivamente, mentre quella della nuova dieta deve aumentare in proporzione, fino a che sostituirà del tutto il cibo precedente.
Questa raccomandazione rimane valida per qualsiasi modificazione della dieta, durante tutta la durata della vita del cane.
Per riassumere, i bisogni alimentari specifici dei cuccioli nel secondo periodo di crescita sono:
- un tenore di energia leggermente superiore rispetto a quello previsto dall’alimentazione dell’animale adulto
- un aumento delle proteine di valore biologico elevato
- un livello di calcio controllato, soprattutto per le razze grandi o giganti
- un rapporto severo calcio/fosforo
- ingredienti ad alta digeribilità
- elevata appetibilità
- quantità adattate al peso del cucciolo
- apporto di glucosamina e di condroitina per i cani di razza grande (ARTHRO+)

L’alimentazione del cane senior
Il fabbisogno calorico del cane anziano è minore in media del 20% rispetto a quello dell’animale più giovane.
Tale abbassamento è dovuto a un declino dell’attività fisica e a una modificazione della composizione corporea.
La massa muscolare diminuisce e la percentuale di tessuto adiposo aumenta; tuttavia, ciò non implica necessariamente un aumento di peso.
Il cambiamento avviene nella composizione corporea, per esempio per accumulazione di grassi intorno alla cassa toracica.
Poiché l’attività metabolica dei tessuti grassi è inferiore a quella dei tessuti muscolari, il fabbisogno energetico del cane senior diminuisce di conseguenza.
A un’età avanzata, le articolazioni possono presentare segni di usura e provocare dolori (artrosi).
È raccomandato un complemento nutritivo a base di glucosamina e condroitina a sostegno della rigenerazione delle cartilagini articolari.

Il cane che presenta sensibilità alimentare
Esattamente come gli esseri umani, alcuni cani hanno reazioni fisiologiche molto più sensibili a taluni tipi di alimenti e di materie prime.
Gli animali con tubo digerente fragile richiedono una grande attenzione nella definizione del regime alimentare.
È bene in tal caso preferire alimenti quali riso, carne di agnello e qualsiasi altra fonte di glucidi altamente digeribili, considerati maggiormente anallergenici.
Per riassumere, i bisogni alimentari specifici dei cani con tubo digerente delicato sono:
- cereali facilmente digeribili (es. riso)
- proteine dei cereali ridotte o assenti (il glutine può dimostrarsi altamente allergenico)
- una fonte di proteine animali di elevata qualità, altamente digeribili (es. agnello)
- un adeguato apporto di vitamine e minerali.
- elevata appetibilità


Il cucciolo e la sua crescita

Un cucciolo non dovrebbe mai essere adottato prima del sessantesimo giorno di vita, il suo sviluppo psichico e comportamentale, infatti, dipendono in larga parte dalle interazioni con la madre e con i fratelli e dagli insegnamenti che, in questo ambiente protetto, gli vengono impartiti.

Il 70% dei disturbi comportamentali riscontrabili in un cane sono imputabili ad una scorretta gestione e allevamento, da parte dell’uomo, del cucciolo fin dalle sue prime fasi di vita.
E’ stato dimostrato che il cucciolo, nel periodo prenatale, cioè quando è solamente un feto, è in grado di percepire il mondo esterno e di avere reazioni rispetto allo stress della madre.
Nel 1998 uno studio di Pageat condotto in Francia, sotto monitoraggio ecografico, dimostrò che i feti di 45 giorni reagivano fisicamente ogni qual volta il ventre della madre veniva accarezzato delicatamente.
La reazione dei feti diminuiva di intensità fino a scomparire con il passare del tempo dimostrando che i cuccioli potevano addirittura abituarsi a questo “contatto” esterno, rendendolo parte integrante della loro esperienza intrauterina.
Una volta nati, i cuccioli che avevano ricevuto queste attenzioni si dimostravano più felici e predisposti al contatto umano rispetto ai cuccioli che non lo avevano ricevuto.
In un altro studio, sempre condotto sotto monitoraggio ecografico, si è notato che i feti arrivavano addirittura a succhiarsi una zampina o il cordone ombelicale, ogni qual volta la madre veniva artificialmente sottoposta a stress.
Questi cuccioli una volta nati dimostravano, rispetto al gruppo di confronto, una minore adattabilità alle situazioni nuove e non consuete.
La madre non trasmette solamente le emozioni ai feti ma è anche responsabile dei gusti alimentari futuri dei suoi cuccioli.
In un altro studio si è dimostrato che se veniva somministrato alla cagna gravida un estratto di timo mischiato alla pappa, la stessa partoriva cuccioli che succhiavano il latte preferibilmente dal capezzolo spennellato con tale essenza.
Vista la capacità del feto di relazionarsi sia con la madre sia con il mondo esterno, è opportuno seguire il periodo di gestazione con particolare cura, ovvero evitando alla cagna inutili stress, variandole l’alimentazione, intrattenendosi con lei ed accarezzandola dolcemente e delicatamente sulla pancia per due, tre minuti al giorno.

Le prime settimane di vita di un cucciolo sono talmente importanti e strategiche per il corretto sviluppo psicofisico e comportamentale da essere state suddivise da John Paul Scott e collaboratori, negli anni 40 e 50, in tre distinti periodi.

Periodo neonatale che va dalla prima alla seconda settimana di vita.
Un cucciolo nasce cieco e sordo, con però presenti già i riflessi termotattili che gli consentono di trovare la mammella della madre.
Attraverso delle oscillazioni della testa e la capacità di distinguere le fonti di calore, il cucciolo è in grado di trovare la mammella della madre e di succhiare il latte aiutandosi con il movimento delle zampette anteriori che a turno schiacciano delicatamente l’area vicina al capezzolo.
Il cucciolo appena nato non è ancora in grado di coordinare i movimenti né di sostenersi sulle zampe posteriori, per questo motivo si muove strisciando (reptazione) facendo leva sulle zampe anteriori.
Non è in grado né di defecare né di urinare spontaneamente è perciò la madre che leccandogli più volte al giorno la pancia stimola il riflesso perianale.
Queste stimolazioni vengono fatte dalla madre ponendo il cucciolo sul dorso a pancia all’aria e attraverso il contatto piacevole e naturale con la lingua della madre il cucciolo inizia ad imparare la postura di sottomissione.
Non a caso alcuni cani anche da adulti, quando si sottomettono ad un altro cane spesso rilasciano delle gocce di pipì.
In questo periodo circa il 90% del loro tempo lo passano dormendo; il sonno è profondo di tipo REM (sonno paradosso), che nell’uomo corrisponde alla fase del sogno.
I cuccioli non sono in grado di termoregolarsi, ovvero non trattengono il calore, per questo motivo dormono ammassati gli uni sugli altri e, quando la madre è presente, a strettissimo contatto con lei.
Una dimostrazione di perfezione della natura è data dal fatto che mentre la cagna sviluppa l’attaccamento ai cuccioli entro le prime quarantotto ore, garantendone la sopravvivenza, i cuccioli si affezioneranno alla madre intorno al quindicesimo giorno di vita, per cui se la madre dovesse morire è possibile, senza traumi, darli in adozione ad un’altra cagna.
In questi primi quindici giorni di vita, se la cagna lo consente, sarà importante accarezzare i cuccioli delicatamente per trasmettergli attraverso il tatto la conoscenza dell’uomo.
Se le carezze verranno date nel momento della poppata si avrà la certezza di una prima e fondamentale associazione positiva con la presenza umana.

Periodo di transizione corrispondente alla terza settimana di vita:
il periodo inizia con l’apertura delle palpebre del cucciolo e termina con l’apertura del condotto uditivo.
L’occhio inizia a percepire la luce e attraverso le stimolazioni ottiche a svilupparsi, l’intero processo di maturazione terminerà intorno al secondo mese di vita.
Il cucciolo dorme e sogna meno rispetto a prima, muove la coda, ringhia ed abbaia, impara a leccare e masticare.
Comincia a defecare e far pipì spontaneamente.
E’ in grado di termoregolarsi, mantenendo il calore corporeo.
Il suo movimento, anche se ancora incerto e traballante, è sulle quattro zampe, il cucciolo riesce anche a stare seduto.
Inizia ad interagire con i fratelli (inizia la socializzazione primaria o intraspecifica cioè rivolta a membri appartenenti alla stessa specie) attraverso il gioco.
Giocando i cuccioli apprendono quei comportamenti che da adulti permetteranno loro di comunicare con i propri simili, di imparare i ruoli sociali, di formarsi il carattere.
Cominciano a comparire i denti da latte e la madre per sentire meno male li allatta stando in piedi, questa posizione più scomoda per i cuccioli li porterà ben presto ad interessarsi al cibo solido, dando via al processo di svezzamento alimentare.
In questo periodo il cucciolo, visto che aggiunge al tatto e al gusto anche la vista, l’udito e l’olfatto, è in grado di percepire moltissimi stimoli che influenzano lo sviluppo del sistema nervoso. In questa settimana si ha un'enorme proliferazione di cellule nervose (neuroni) e di collegamenti (sinapsi) che assicurano il passaggio delle informazioni.
Nella terza settimana sarà opportuno continuare ad accarezzare i cuccioli, ora più attivi, assicurare una perfetta pulizia, visto che la madre non ingerisce più né pipì né pupù, preparare una ciotola con del cibo molle facilmente ingeribile per i cuccioli.

Periodo di socializzazione che va dalla quarta alla dodicesima settimana di vita:
questo periodo viene definito sensibile, perché il sistema nervoso del cucciolo è assolutamente recettivo ed influenzabile, in maniera indelebile, dagli stimoli esterni.
Il cucciolo in questa fase ha una massima capacità di apprendimento, per cui le sue azioni non sono più tanto guidate da comportamenti innati ed istintivi ma dall’elaborazione delle varie esperienze a cui è sottoposto.
Le sue capacità sensoriali, praticamente complete, lo spingono ad esplorare l’ambiente che lo circonda e a interessarsi sempre più a tutto ciò che si svolge sotto i suoi occhi.
Inizia la socializzazione secondaria o interspecifica rivolta ad altre specie animali e verso l’uomo.
Se in questa fase l’allevatore fa incontrare al cucciolo persone diverse per età, sesso e colore della pelle, abituandolo che gli esseri umani sono diversi, da grande non avrà nessuna reazione nell’incontrare per esempio bambini o persone anziane.
Allo stesso tempo se avrà la possibilità di vedere gatti o cavalli, essi diventeranno un’esperienza indelebile nella sua memoria.
Anche l’ambiente verrà assimilato dal cucciolo (socializzazione ambientale), tanto che se verrà messo a contatto con rumori (automobile, motocicletta, aspirapolvere, spari) o con oggetti diversi, rapidamente imparerà a non temerli e a rimanere indifferente.
La madre in questo periodo svolge un compito fondamentale, essa infatti dalla quarta settimana in avanti insegna ai suoi cuccioli le basi per relazionarsi in maniera corretta.
Se un cucciolo è irruente con lei o con i fratelli, lo sgrida, ringhiandogli e se esagera ne blocca il comportamento mettendo la sua zampa sopra di lui.
In questo modo il cucciolo inizia ad apprendere i concetti di calma e di autocontrollo, tanto preziosi in età adulta.
Alla settima settimana compare un ulteriore processo, chiamato facilitazione sociale, per il quale il cucciolo è in grado di imitare sia la madre sia i fratelli.
Impara per esempio che non deve avvicinarsi troppo alla ciotola della madre che mangia, le regole gerarchiche esistenti tra cani, a sottomettersi nel caso in cui venga attaccato, a mantenere i conflitti fra fratelli al di sotto di una soglia accettabile che non sfoci in violenza, e soprattutto impara a regolare il suo morso in modo da non far male alla sua famiglia.
Il pianto dei fratelli e soprattutto l’immediato intervento della madre sono le garanzie di un futuro cane adulto cosciente della potenza del suo morso.

Dal 60 giorno in poi il cucciolo ha immagazzinato un bagaglio di esperienze indispensabili che lo rendono pronto ad essere adottato dalla sua nuova famiglia e nello stesso tempo è ancora assolutamente aperto a nuove esperienze grazie alla fase d’imprinting che iniziata intorno alla quarta settimana terminerà alla sedicesima settimana.
Questa fase è caratterizzata da una spiccata predisposizione a fare e memorizzare ogni tipo di esperienza:
tutto quello che accade, tutti gli stimoli visivi, olfattivi, uditivi, tutti i legami creati in questo arco di tempo resteranno per sempre stampati nella memoria e condizioneranno il carattere ed il comportamento, le interazioni sociali e le scelte sessuali.
Si tratta in altri termini di una forma particolare di apprendimento, che avviene in una fascia temporale precisa e limitata, per poi concludersi in maniera irreversibile.

Se sfortunatamente un cucciolo viene separato troppo precocemente, prima dei sessanta giorni, da sua madre e dai suoi fratelli da adulto potrebbe o avere comportamenti aggressivi o paurosi di fronte ai suoi simili, o essere un soggetto ipersensibile o iperattivo.
Incessanti mordicchiamenti alle mani o ai vestiti, distruttività verso ogni oggetto, continui pianti e guaiti, movimento perpetuo ed instancabile, incapacità di rimanere da solo, sono solo alcuni sintomi del precoce distacco dalla famiglia originaria.
Se poi il cucciolo non ha potuto imparare dalla madre le regole gerarchiche, potrebbe non far avvicinare nessuno alla sua ciotola, non consentire che un umano gli tocchi i giochi o gli tolga oggetti dalla bocca, potrebbe non sottomettersi quando viene attaccato rischiando seri morsi dai cani adulti.

L'educazione del cucciolo alle regole sociali dovrebbe iniziare fin dal primo momento in cui entra in casa.
Seguendo la sua naturale tendenza alla socializzazione e la sua innata predisposizione al gioco occorrerà guidare il suo inserimento in famiglia con poche regole estremamente coerenti e chiare, avendo la pazienza di aspettare i suoi tempi e l’accortezza di rispettare le sue esigenze.


Ataxia

Test NCL-A
L’Atassia Cerebrale è una malattia che provoca una degenerazione del sistema nervoso.
Presso l’American Staffordshire Terrier, la malattia si dichiara generalmente tra i 3 e 5 anni:
il cane affetto ha un’andatura traballante, delle crisi di contrazione muscolare, dei tremiti ed una cattiva gestione delle distanze.
La malattia progredisce durante le crisi, seguite da fasi di stabilizzazione. Allo stadio finale, l’animale è incapace di spostarsi.
Negli ultimi anni si è osservato un rapido incremento del numero di American Staffordshire Terriers affetti da Atassia Cerebrale.
Gli studi effettuati hanno dimostrato che si tratta di una anomalia genetica che colpisce soggetti di entrambi i sessi e si manifesta in età adulta, solitamente tra i 2 e i 5 anni.
La malattia interessa una parte del cervello, il cervelletto, che è responsabile del controllo dei movimenti, coordinazione ed equilibrio; il cane affetto ha andatura traballante, contrazioni muscolari incontrollate e tremiti, non è capace di gestire le distanze.
Sia l’età della comparsa, che l’evoluzione della malattia variano da soggetto a soggetto.
Si è osservato però che alcune circostanze possono accelerare l’evoluzione della malattia:
una di queste è per esempio l’anestesia generale (cani sottoposti ad interventi in anestesia generale, già al risveglio hanno mostrato un aggravamento dei sintomi, non reversibile).
La malattia progredisce durante episodi acuti, seguiti da fasi di stabilizzazione.
Inizialmente i sintomi possono passare inosservati, in quanto il cane riesce a compensare i problemi causati dalla degenerazione neurologica, ma col progredire della malattia i sintomi diventano man mano più evidenti.
Allo stadio finale, l’animale è incapace di spostarsi ed è necessario ricorrere all’eutanasia.

L’Atassia è una malattia genetica autosomica recessiva, cioè si manifesta solo se nel soggetto è presente una specifica coppia di geni mutati; la presenza di un solo gene mutato non porta alla comparsa della malattia.
Da circa un anno è possibile effettuare un test genetico per verificare se il cane presenta la coppia mutata di geni e svilupperà la malattia.

Test genetico
Gli studi condotti dal Laboratorio Genetico Molecolare e Cellulare (Dr. Marie Abitbol, Dr. Laurent Tiret), il Laboratorio di Neurologia (Dr. Stéphane Blot) la Scuola Nazionale di Veterinaria d’Alfort (ENVA) e i loro partners (CNRS-Università di Rennes ed ANTAGENE) hanno approdato all’identifcazione della mutazione responsabile dell’Atassia cerebrale presso l’American Staffordshire Terrier e alla convalida del test.
La tecnologia che ha permesso la messa a punto di questo test è brevettata dall’INRA e l’ENVA. Il laboratorio ANTAGENE dispone di una licenza esclusiva per utilizzare questo test in Europa e nel resto del mondo.
La frequenza dei cani portatori di questa malattia nella popolazione francese è del 30%.
Il test genetico è affidabile, facile da realizzare (con uno striscio orale), realizzabile su soggetti identificabili (chip o tatuaggio) ed il suddetto test viene effettuato solo una volta nella vita del cane.
Il depistaggio precoce di questa malattia neurologica permette:
• d’individuare precocemente i cuccioli prima dell’apparizione dei primi sintomi
• di escludere questa malattia prima di fare degli esami più restrittivi
• d’individuare i cuccioli portatori e di selezionare i riproduttori
• di adattare gli incroci evitando di propagare la malattia nel vostro allevamento
Questo lavoro di prevenzione è indispensabile per evitare di fare nascere dei cuccioli affetti e per pottere eliminare progressivamente questa malattia ereditaria.